Peccato che in pochi giorni tutto sia cambiato e la nazionale è tornata a casa dal SudAfrica. Invece la Outlander è ancora qui e soprattutto è cambiata, in funzione di quel conceto automobilistico, che sta ancora sopravvivendo alla crisi del mercato.
Nato con un’evidente attenzione alle dinamiche di guida di stampo automobilistico (piuttosto che alle capacità soft/off-road), nonché a una flessibilità degli interni tipica delle monovolume, il nuovo Outlander si è di fatto evoluto - per effetto del mercato - in un crossover medio versatile, più sportivo, più raffinato e dalla predisposizione ancora più stradale.
Evoluzione
Alla luce di tale evoluzione, il successore, il cosiddetto “Outlander di ultima generazione”, apre le porte a una gamma di crossover per Mitsubishi Motors:
Si posiziona a metà strada tra le autovetture (i-MiEV, Colt, Lancer, Grandis) e i veri e propri fuoristrada (Pajero/Montero/Shogun e L200)
Si colloca una tacca sopra un prossimo 'fratello' compatto, anch'esso ispirato alla show car “Concept-cX” e atteso nel corso del 2010.
Nel segno di un’esplorazione a lungo termine compiuta attraverso la show car “Concept PX-MiEV” presentata al Motor Show di Tokyo 2009, questa mossa strategica riflette anche un’evoluzione doppia e parallela in atto nel mercato europeo:
Il moltiplicarsi delle proposte nel segmento dei SUV medi (da 14 nel 2006 a 27 nel 2008), a fronte di un volume che nel corso dello stesso periodo si è invece contratto (+ 17% nel 2006, + 15% nel 2007, - 3% nel 2008)
L'orientamento psicologico del mercato verso i veicoli a minore impatto ambientale ma pur sempre capaci di offrire maggiore spazio e flessibilità rispetto alle autovetture convenzionali, il tutto condito da un profilo più accattivante.
In questo processo di rinnovamento, due elementi sono fondamentali; il design e la qualità. Elemento identificativo chiave di questa evoluzione è la caratteristica griglia "Jet Fighter" di Mitsubishi Motors, presentata in anteprima sul modello “Outlander GT Prototype” esposto all’edizione 2009 del Salone Internazionale di New York. L’adozione della nuova griglia non è stato un semplice esercizio di integrazione: ha infatti comportato la totale riprogettazione di tutti i pannelli esterni per i montanti A, dando come ulteriore vantaggio quello di una migliore aerodinamica (resistenza, portanza e rumorosità). Chiudono il cerchio, in tema stilistico e funzionale i nuovi gruppi ottici. L’interno è decisamente equilibrato, fra la semplicità e la qualità, fatta di particolari rivestiti in pelle, come i fianchi delle portiere, la palpebra del cruscotto. Tutti particolari impreziositi da impuntature in contrasto che con la chieve grafica della strumentazione totalmente rivista, danno quel tocco che serve. Al centro di tutto bisogna però mettere la nuova trasmissione automatica. Pensando ai sempre più numerosi clienti europei in cerca di una combinazione diesel/trasmissione automatica, Mitsubishi Motors ha introdotto il cambio “Twin Clutch-Sport Shift Transmission” (TC-SST), un’innovativa soluzione ad alte prestazioni che si presta perfettamente agli elevati livelli di coppia del motore DiD 2.2.
Dotato di leve di comando al volante, doppia modalità (Normal/Sport) e funzione Hill Start Assist (HSA), è un cambio a doppia frizione simile a quello già disponibile su Lancer Evolution e offre all’auto sia la rilassatezza di un cambio automatico che i brillanti passaggi di marcia di una trasmissione sportiva. Inoltre, rispetto a un normale cambio automatico, riduce i consumi e le emissioni (192 g/km*), contribuendo a ridurre l’impatto sull’ambiente.
Come è giusto ricordare, Mitsubishi Motors ha sviluppato il cambio TC-SST per coniugare l’economia e il divertimento della trasmissione manuale con le comodità di quella automatica. Con i cambi manuali tradizionali, la velocità di cambiata dipende dalla tecnica di guida e dalle capacità del singolo conducente. Al contrario, con il sistema TC-SST i passaggi di marcia avvengono automaticamente, senza uso della frizione e senza alcun intervento da parte del guidatore, quindi i tempi e la velocità di cambiata non dipendono dal singolo soggetto. Il guidatore può quindi concentrarsi sul volante, a tutto vantaggio della sicurezza e della precisione di guida. Come su Lancer Evolution, il cambio TC-SST offre maggiore efficienza di trasmissione della potenza con perdite di forza motrice minime, soprattutto dove questo realmente conta, ad esempio nelle accelerazioni in sorpasso. Come suggerisce il nome stesso (“Twin Clutch-Sport Shift Transmission”), il cambio TC-SST si avvale di due frizioni per assicurare cambiate fluide, immediate e uniformi. In pratica, è come se si trattasse di due cambi manuali a 3 marce: i rapporti dispari (1a, 3a, 5a) e quelli pari (2a, 4a e 6a) si trovano su alberi di ingresso distinti, ciascuno con la propria frizione per inviare la coppia all’albero di uscita. La configurazione multialbero consente un uso più efficiente degli ingombri grazie all'utilizzo di alberi più corti, oltre a fornire una struttura capace di sostenere regimi di rotazione elevati. Ovviamente è dotato di tre programmi:
In modalità Automatica, portando il selettore su “D” si inserisce la funzione “Auto-shift”, che corrisponde alla posizione “D” di un normale cambio automatico. Alla base del selettore si trova inoltre un interruttore a levetta che consente di scegliere tra le modalità “Normal” e “Sport”:
La modalità “Normal”, ideale per la guida di tutti i giorni, si serve di un programma che riduce gli scatti in cambiata per offrire accelerazioni fluide e assicurare quel tipo di guida rilassata normalmente associata alle trasmissioni automatiche con convertitore di coppia. Questa modalità del cambio TC-SST, che non prevede il convertitore di coppia, consente un’eccellente economia dei consumi.
In modalità “Sport”, il programma usa punti di cambiata più alti ed effettua i passaggi di rapporto più velocemente. Questo significa che, rispetto alla modalità “Normal”, il sistema interviene maggiormente in scalata per assistere i freni quando si guida su percorsi tortuosi o in discesa, dove è richiesto il freno motore, oppure quando il guidatore agisce sui freni.
Il propulsore, giusto è il 2.2 diesel, che viene dalla fratellanza con il gruppo PSA, per il progetto di Outlander. Motore rotondo, brillante, ma non particolarmente parco, se si spinge sull’accelleratore.
Le prestazioni sono buone e la disponbilità di mobilità, con il semplice sistema di scelta fra trazione anteriore o integrale è sempre un must.
La ricetta, la volete ugualmente anche se l’italia è fuori dai mondiali?
L’aperitivo è sempre un must. Ed allora, fragole, lavate e ben asciugate, tagiatele in due parti e cospargetele, con qualche goccia di aceto balsamico, invecchiato. Una baguette francese, (da quel tocco raffnato) burro e poi. Filetti di acciuga, belli compatti. Ma il tocco di classe è il caviale Calabrese, la sardella.
In questa preparazione vi è tutto il sapore del mare e della terra, i toni piccanti del peperoncino e la delicatezza dei gianchetti (al nord) e (sardella al sud o nativi)
Accompagnerei con una bella bottiglia di vino Rosè, per dare anche in questo caso, un tocco di carattere che si sposa anche con il concetto di vettura che abbiamo provato.
Outlander 2.2 DI-D TC-SST Instyle DPF 7p
DIMENSIONI: lung. 467, largh. 180, alt 172cm BAGAGLIO: min.: 220dm3 - max.: 1.691dm3 PASSO: 267cm SERBATOIO: 60L POSTI: 7 PORTE: 5 Crash test euro NCAP:
SCHEDA TECNICA
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Carrozzeria |
fuoristrada chiusa |
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Numeto porte |
5 |
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Numero posti |
7 |
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Bagagliaio (min-max) |
220 - 1.691 dm3 |
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Capacità serbatoio |
60 litri |
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Massa in ordine di marcia |
1735 kg |
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Lunghezza |
467 cm |
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Larghezza |
180 cm |
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Altezza |
172 cm |
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Passo |
267 cm |
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Motore |
4 cilindri in linea |
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Cilindrata cm3 |
2179 |
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Alimentazione |
gasolio (sovralimentato) |
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Potenza max/regime |
115 kW (156 CV) a 4000 giri/min |
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Coppia max |
380 Nm |
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Trazione |
anteriore, posteriore inseribile |
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Cambio |
meccanico sequenziale con possibile funzionamento automatico a contr.elettronico a 6 raporti |
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Velocità max |
198 km/h |
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Accelerazione 0-100km/h |
11,7 secondi |
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Omologazione antinquin. |
Euro 4 |
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Emissioni CO2 (g/km) |
192 |
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Consumi (litri/100 km) |
urbano 9,3 extraurbano 6,1 misto 7,3 |
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