Questo importante riconoscimento conferma e premia la grande attenzione che la casa motociclistica di Borgo Panigale dedica al suo patrimonio storico-culturale, un valore aggiunto per un’ azienda icona del “made in Italy”, il cui marchio e i cui prodotti sono apprezzati e conosciuti in tutto il mondo. La ricca testimonianza della storia di questa azienda è gestita e curata dalla Fondazione Ducati a cui fanno capo Gianluigi Mengoli, Presidente della Fondazione Ducati, e il curatore del Museo Livio Lodi che mantengono viva e sempre attualizzata la tradizione di questa casa motociclistica che contribuisce a valorizzare il territorio e la città di Bologna.
Attraverso i documenti dell’archivio storico Ducati e una visita del Museo è possibile ripercorrere i tratti più salienti del passato di questa casa motociclista. La Ducati è da sempre indirizzata al progresso e alla passione nella ricerca, la storia parla molto del “comune sentire” che ancora oggi è forte tra i dipendenti della Ducati. Tante le tappe importanti che hanno scandito la vita di questa casa, dalla sua fondazione il 4 luglio 1926 da parte di Adriano, Bruno e Marcello Cavalieri Ducati con un inizio nella produzione di materiale radioelettrico, alla nascita dello stabilimento di Borgo Panigale luogo e carta d’identità di questa azienda, costruito nei primi anni della seconda guerra mondiale e negli stessi anni bombardato e distrutto il 12 ottobre 1944 compromettendone la produzione. E’ sopravvissuto e per volere dei fratelli Ducati ricostruito dando inizio all’era della produzione motociclistica. Il 1946 è l’anno di nascita del Cucciolo, il motore ausiliario per biciclette che ottenne un grande successo in quanto mezzo a basso costo e alla portata degli italiani colpiti dalla miseria postbellica. La storia della Ducati passa attraverso un’altra figura importante, Giuseppe Montano, che ha dato origine al know-how della Ducati. Dal 1952 al 1968 Montano creò le condizioni per l’ingresso di Ducati nelle competizioni sportive e intuì soluzioni tecniche per progettare moto da corsa vincenti e che soprattutto potevano essere utilizzate anche per sviluppare moto di serie. Da lì si avvalse del talento dell’Ing. Fabio Taglioni e da qui la storia della Ducati e la carriera di questo ingegnere coincidono, essendo stato l’autore di oltre mille progetti ma soprattutto del sistema desmodromico e del motore bicilindrico con la configurazione a “elle”.
Con Taglioni, una sequenza di eventi e modelli importanti: 1954 la Ducati 100 Gran Sport nota come la Marianna, il Giro d’Italia e le gare di fondo come la Milano-Taranto, il 1956 la prima vittoria Ducati internazionale in Svezia con la 125 Gran Prix Desmo. Inoltre, le generazioni di moto da strada con la Ducati 175 e lo Scrambler nei primi anni 60 che segna l’ingresso di Ducati nel mercato nord americano. Nel 1972 la Ducati vince le “200 miglia di Imola” con la 750 Desmo e nasce anche un esemplare di serie 750 Super Sport, poi seguì la 900 Super Sport con la versione da corsa che vinse il Turist Trophy nel 1978 con Mike Hailwood® . Con la nascita della Pantah 500 nel 1979, e con l’ arrivo negli anni 80 da figure importanti Carlo e Gianfranco Castiglioni proprietari della Cagiva che acquistarono l’azienda, inizia l’ era della famiglia Superbike e del Monster. Nel 1996 fu ulteriormente venduta e venne quotata in borsa come Ducati Motor Holding spa di proprietà della Texas Pacific Group. A oggi la Ducati è di proprietà della famiglia Bonomi e il bagaglio storico e culturale è sempre vivo nelle persone che appartengono a questa casa motociclistica e che grazie al costante desiderio di ricerca e la grande passione, portano alla creazione di modelli sempre più evoluti di forte riconoscimento del “Made in Italy” nel mondo come; la versatile Multistrada 1200, il rivoluzionario Diavel, e il recentissimo e avveniristico 1199 Panigale, modello di punta del 2012.
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